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ECCO PERCHÉ UN BACIO È LOGICAMENTE RILEVANTE

Vi siete mai chiesti perché si festeggia l’anniversario con la propria o il proprio partner ma non quello con i propri amici? Voglio dire, sempre di relazioni si tratta, in fondo. Il perché siano tipi diversi di relazione è perlopiù evidente, ma qual è il motivo per cui (generalmente) è così facile rintracciare e datare l’inizio di un fidanzamento, mentre è così complicato farlo con l’amicizia?

Infatti sono abbastanza sicuro che chiunque (eterni distratti a parte) riesca a rispondere alla domanda “che giorno festeggi l’anniversario con il tuo partner?” mentre abbia decisamente più difficoltà a rispondere alla domanda “quando sei diventato amico di Tizio?“.

Il motivo di questa discrepanza è da ricercarsi nella natura stessa dei predicati “essere fidanzati” ed “essere amici”, verbi che hanno un comportamento logico completamente differente.

Tecnicismi a parte, i predicati sono proprietà che noi attribuiamo a soggetti quando costruiamo delle frasi e di cui generalmente possiamo decretare la verità e la falsità in modo binario. Mi spiego meglio; se dico “Giulio Cesare era un uomo” credo che nessuno esiterebbe a constatare la verità della mia asserzione, mentre se dico “l’Arena di Verona è un uomo”, oltre che folle, l’enunciato suonerà falso. Questo perché il predicato “essere uomo”, quando applicato ad un soggetto, può essere solamente o vero o falso, senza ammettere alcun tipo di sfumatura. Se invece dico “Giulio Cesare era alto” la questione diventa più complessa. C’è chi definirebbe alto un uomo di 170 cm e chi no, e in misure diverse. Infatti il predicato “essere alto” si chiama fuzzy (confuso, indistinto) perché appunto non ammette solamente il valore falso (0) o il valore vero (1), ma infinite possibilità di verità che viaggiano fra 0 e 1.

Perché questa noiosa lezione di logica? Ve lo spiego subito: quando due persone sono fidanzate o strette da un legame simile, la loro condizione accetta solamente due variabili: o stiamo insieme o non stiamo insieme. Il predicato “essere fidanzati” è semplice. Quando invece si parla di amicizia è difficile stabilire con precisione e in modo assoluto se si tratta effettivamente di quel legame. Per quale motivo? Perché nella nostra cultura è facile stabilire il giorno e il momento esatto in cui il fidanzamento (inteso nel senso più formale del termine) ha inizio, solitamente con un bacio (o in alcuni casi una proposta diretta): da quel momento la coppia sarà impegnata con grado di verità 1 (cioè completamente vero). Ma nell’amicizia tutto questo manca: è impossibile risalire a un gesto che sancisca indiscutibilmente il sorgere di un’amicizia. Pensateci un attimo. Quand’è che potete dire con certezza che una persona cessa di essere mero conoscente e inizia ad esservi un vero amico?

Mi sembra ovvio che anche quando si parla di coppie il processo per arrivare al fidanzamento sia graduale, pieno di dubbi, ostacoli, sentimenti contrastanti e attrazioni altalenanti: non voglio certo ridurre un fenomeno così complesso come l’amore a una tecnica questione di forma. Ma il punto è che convenzionalmente sanciamo e stigmatizziamo, in un modo o nell’altro, l’inizio di questo legame, dandogli una data e legandolo a un evento particolare (nel più dei casi, il già citato bacio, spartiacque del nostro valore di verità 0/1). Quando si tratta di amicizia non facciamo tutto ciò, l’origine della vera relazione si perde nei ricordi, nei mille momenti passati insieme, tanto che ci chiediamo se è veramente possibile trovare un confine tra conoscenza ed amicizia. La volontà di essere amici è più implicita, silenziosa, mentre un bacio parla chiaro.

Facebook cerca di datare le nostre relazioni tramite l’invio dell’apposita richiesta, ma nella vita reale non abbiamo questo strumento. Dobbiamo rassegnarci: non potremo mai festeggiare i veri anniversari con i nostri amici. Ma, direte, ci dev’essere pure un modo per capire quando nasce un’amicizia, anche se con un valore di verità non ancora pieno, non ancora intero. Beh, se la verità di “essere amici” viaggia da 0 a 1 ed aumenta ogni volta che ci leghiamo di più a chi ci sta intorno, le uniche persone con cui possiamo dire di essere amici al grado 0 sono gli sconosciuti. Esattamente; nel momento in cui rivolgiamo semplicemente la parola a qualcuno (e intendo proprio a chiunque, anche al nostro acerrimo nemico, anche alla cassiera un po’ petulante del discount), il nostro grado di amicizia acquista il primo decimale e cessa di essere completamente falso il fatto che noi non siamo amici con quell’individuo. Ecco il primo step: tutte le amicizie sono iniziate così, il primo gesto o la prima parola.

Ebbene si, a vostra insaputa siete amici di un sacco di gente; amicizie deboli, dormienti, ma potenzialmente vere al 100%. Adesso avrete una consapevolezza nuova quando stringerete la mano a qualcuno!


Daniele Bonanzinga

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3 Commenti

  • settembre 7, 2016 @ 8:58 pm
    pietro

    Ho sempre, forse non proprio sempre, pensato che le domande “State insieme? Da quanto?” siano fuorvianti e anche un po’ stupide. É vero che nella nostra cultura “ci si mette insieme” in una data precisa, ma non trovi sia, da un punto di vista un po’ più ampio, una cagata colossale? Non tanto per distrazione ma per scelta non so quando una relazione diventa fidanzamento, perché non voglio più sapere cos’è un fidanzamento. Sesso contornato da finzioni quotidiane (ti passo a prendere, prendiamo la pizza, il gelato, la coca) ? O parliamo di un rapporto unico e più profondo, in intimità, rispetto agli altri? Comunque ottimo spunto di riflessione, spero che questa iniziativa (hands up for the aste regina delle paste che pubblicizza bbene) fiorisca e boh , bellalí

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    • Daniele Bonanzinga
      settembre 7, 2016 @ 9:06 pm

      Ciao Pietro, innanzitutto grazie per aver condiviso la tua riflessione. Dunque, penso che datare e immobilizzare l’inizio di una relazione profonda come l’amore (come spiego nell’articolo) sia una presunzione troppo grande e che non rispetti a pieno la realtà. Detto ciò, ho voluto osservare un fenomeno sociale, ciò che EFFETTIVAMENTE accade nella nostra cultura: come noi usiamo i termini “essere fidanzati” ed “essere amici”. La mia è una riflessione formale e logica sul lessico perché un’indagine sulla vera essenza di legami quali amore ed amicizia prenderebbe non solo l’intero blog, ma forse l’intero Internet. Grazie ancora!

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  • settembre 12, 2016 @ 11:41 pm
    Stefano Di Spitito

    Essere fidanzati, avere un legame sentimentale porta a determinati obblighi, osservanze, rispetto di abitudini, comprensione, pazienza, sopportazione ecc. L,amicizia è meno vincolante e di conseguenza più spontanea e credo più vera, perché disinteressata. L’amicizia vera è l’espressione più pura del sentimento. (Mia opinione personale)

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