15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.lultimoautunno.com 300

IN BALIA DEGLI INFLUENCER (con Nicla Vassallo)

Voglio iniziare questa considerazione nel modo più filosofico possibile e non conosco metodo migliore per invitare alla riflessione che porre una serie di domande. Per cominciare, cosa ne pensate degli opinion leader e degli influencer che godono di ori e allori offerti dai media e dalla rete? Che opinione avete di chi occupa lo spazio dell’ informazione e il tempo ritagliato alle cure del vostro sapere? E ancora, come valutate gli argomenti da loro esposti, molto spesso stringati e ridotti a slogan e ripetuti come scudi dogmatici da tutti i loro follower e spettatori?

Prendetevi un tempo sufficiente per rispondere.

Domande banali? Non lo so, lascio a voi giudicare, e in un certo senso spero lo siano, almeno per qualcuno di voi che si è già posto il quesito senza il mio invito e da lì ha mosso la sua risposta. Io qui propongo la mia.

Giorno dopo giorno mi sto convincendo che la qualità delle aberrazioni dei confusionari influencer sia di gran lunga insufficiente per essere accettata dagli esperti del settore. A mio modesto parere gran parte della disinformazione generalizzata va imputata a questi famigerati opinion leader senza titoli (e ai loro finanziatori); ne consegue infatti un dilagare di falsità che ha come unico risultato lo scompaginamento delle opinioni della gente.

Forse fin troppe persone aspettano risposte sui social e l’avvento di qualche “messia” (con quale competenza non si sa) che risponderà per tutti un unanime “sì” e suggerirà le risposte pronte che chiunque potrà sfoggiare in perfette frasi fatte quando una strana figura chiamata “filosofo” porrà loro le domande. Ma questi follower senza alcun senso critico e abilità intellettualmente costruttiva sapranno rispondere ancora se venisse loro chiesto “perché” hanno una certa opinione? Troppo doloroso indagare i propri pregiudizi e le proprie presupposizioni? Ma, spiacevolmente, mi tocca constatare che a troppi è gradito questo sistema; e del resto Facebook, usato nel suo modo più becero, è lì apposta per soddisfare anche l’ego più semplicistico: “Pollice sù o pollice giù? Mi piace o non mi piace?”  Nessuna valutazione critica, solo gusto personale.

Soddisfa troppi stare su qualunque social. Eppure, sembrerà strano, ma vi sono alcuni personaggi che spesso lavorano in proprio e, consapevoli di cosa significhi informare, lottano per aprire il proprio spazio contro il muro costruito da uomini e donne ben più noti/e che giocano su gossip e giudizi prefabbricati.

Con quale titolo dunque questi osannati opinion leader si impongono sulla scena? E chi sono questi che pendono dalle loro labbra se non italiani e italiane che stanno facendo il minimo per ottenere il massimo, che innalzano il vessillo del “semplicismo” scambiato per semplicità? Se si prova a domandare loro qualche nozione basilare di cultura generale non sanno rispondere o rispondono  troppo sicuri e sicure, con la presunta certezza di chi non ha mai dubbi su ciò che dice: tuttavia nemmeno sospettano  che la certezza, forse, non esiste. E perché tutto questo? Un adagio ricorrente che credo sia il perno del problema è questo: non hanno studiato, o meglio, non lo hanno mai fatto davvero. Credo che ben poca istruzione posseggano pure sulla conoscenza, su cosa sia la conoscenza, quanti differenti tipi di conoscenza possiamo avere.

Molti dicono che siano i soldi ad aver corrotto la buona informazione e questo è probabile; tuttavia ciò che conferisce potere a questi influencer senza arte né parte è l’ignoranza di una grande fetta degli internetnauti e spettatori televisivi.

È un discorso snob ed elitario? Non lo so; dipende da come lo si interpreta. Virginia Woolf era snob quando affrontava certi temi? È una semplice domanda, non voglio fare impropri e stucchevoli paragoni. Ma non rimproverate gli esperti dei settori se continueranno a lavorare in luoghi di nicchia e a rinchiudersi entro quelle mura, ove i professori fanno i professori, ovvero scrivono, ricercano e insegnano,: Socrate non era un markettaro, studiava, pensava, insegnava, e per i suoi principi ha scelto la morte. Non va più di moda un tal comportamento metafisico, epistemico, etico. Ma tra gli osannanti modaioli ignoranti e i seri appassionati del loro settore non mi pare sia mai corso buon sangue.

Certo non pretendo di dire l’ultima parola sull’argomento e invito a critiche e ad un dibattito aperto alle opinioni di tutti, un simposio costruito sul dialogo costruttivo, accogliendo voci differenti in grado di dare ragioni delle loro affermazioni.  Su questo ultimo punto vorrei concludere sottolineando l’ambito importantissimo della filosofia che qui ho voluto mostrare: l’indagine dei presupposti, dei pregiudizi che ci condizionano senza che noi ne siamo consapevoli, assodati come dogmi senza che ci sia stata una riflessione personale sul loro come e perché.

E’ qui che la filosofia rintraccia le presupposizioni, le sviscera e permettere di renderne ragione suscitando una riflessione attraverso domande e stimolando ognuno di noi a interrogarsi. Dopodiché ognuno è libero di accettare o meno una strada o l’altra, sempre che essa sia accuratamente argomentata, ma avrà una conoscenza più profonda di sé e del mondo. Ognuno è tenuto a continuare ad approfondire la propria ricerca nonostante influencer sempre più invadenti tenteranno di propinare la solita opinione posticcia e parziale ma talmente comoda e rassicurante da indurre al rigetto di domande fondamentali. Insomma, se ci lasciamo cullare dagli opinion leader finiremo per temere, perché destabilizzante, ogni tipo di ricerca sul nostro presunto sapere, detestando quelli che, come Virginia, ci scuotono dal nostro sonno dogmatico.


Nicla Vassallo (collaborazione con L’Ultimo Autunno)

 

Share:
POST PRECEDENTE
PERCHÉ LA SCIENZA HA BISOGNO DELLA FILOSOFIA?
POST SUCCESSIVO
RECENSIONE STAND UP COMEDY CON KARIM MUSA

1 Commenta

  • aprile 21, 2017 @ 5:45 am

    […] e attualmente professore ordinario di filosofia teoretica presso l’Università di Genova, scrive della cattiva influenza degli “influencer”. Secondo la filosofa del linguaggio «Molti […]

    RISPONDI

LASCIA UNA RISPOSTA

Instagram Slider