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I VERI VINCITORI DELLE ELEZIONI 2018

Il tempo delle elezioni è ormai finito, i partiti hanno cercato con i loro programmi elettorali, i comizi, le apparizioni in televisione ed i sondaggi di accaparrarsi i voti di noi elettori.
Si sono concentrati nel proporre argomenti e soluzioni ai grandi problemi del nostro paese.

Ma ragazzi, a chi frega un cazzo di queste cose?

Nel terzo millennio ciò che veramente conta è la comunicazione, il look, l’apparire rispetto all’essere.
Voglio che il mio partito sia bello, affascinante, frega niente se è razzista e mafioso. Voglio mettermelo come screensaver sul telefonino e sul computer, non devo mica stare a sbattermi a leggere tutti i manifesti elettorali (avete visto quanto sono lunghi? Eddai, per piacere, c’è Juve – Lazio).

E non datemi del superficiale, lo so che anche voi, al di là dei programmi e delle polemiche, una volta arrivati nella cabina avete pensato:“ma chi l’ha disegnato ‘sto logo deforme?”.

Per fortuna, non sono tutti brutti brutti; alcuni sono talmente brutti da fare il giro dall’altra parte e diventare epici, dei capolavori, e li abbiamo raccolti per voi.

 

IL LOGO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Come nella politica, nel design il MoVimento va dritto al punto. Il logo è deciso, non scende a compromessi; la V di V per Vendetta sprizza rivoluzione da ogni pixel, mentre le 5 stelline (egregiamente sfumate da un ocra a un giallo acceso) simboleggiano rispettivamente ONESTÁ, GIUSTIZIA, RETTITUDINE MORALE, BUONGIORNISSIMOH E IL SUDORE DI BEPPE GRILLO.
Da notare come la V di Movimento formi con la seconda stella una medaglia al valore da conferire al grafico di questo logo.

VOTO: 7 –  ONESTO

IL LOGO DEL MOVIMENTO MAMME DEL MONDO


Ci sarebbe molto da dire anche solo riguardo al nome di questo partito.
Con un design tipico dei telegiornali del 2000, il logo delle nostre Mamme del Mondo ci fa sentire sicuri e protetti. La disposizione leggermente massonica delle tre imperanti M ci fa capire che i papà devono restarne fuori, che si creino un partito tutto loro. Così imparano a lasciare la tavoletta alzata.
È anche interessante come le MAMME DEL MONDO siano unite esclusivamente per
l’ Italia.

VOTO: 5 – EXCLUSIVE

IL LOGO DI FORZA ITALIA

Che dire? Siamo tutti abituati a vedere questo logo, da generazioni. È entrato a far parte dell’immaginario comune, come Babbo Natale o il ponte sullo stretto di Messina.
È un logo fatto per piacere, accattivante ma con garbo; la tocca piano, ma si fa sentire. Semplice, immortale.
Rimane ancora in dubbio se lo slogan sia effettivamente un incitamento o una consolazione.

VOTO: 7,5 – EVERGREEN

IL LOGO DEL SACRO ROMANO IMPERO LIBERALE CATTOLICO (È TUTTO VERO)


Oggi il Viminale, domani il Santo Sepolcro, dopodomani il Regno dei Cieli.
Il tutto al solo prezzo del tuo voto, come all’epoca delle Indulgenze.
In questa opera che farà la storia del graphic design possiamo vedere i quattro evangelisti (evidentemente gemelli) sotto la bilancia che peserà le nostre anime all’uscita dalla cabina elettorale.
Per il “sacro” basterà la preghiera, ma per l’ “impero” affilate le asce.

VOTO: 9,5 – ALLA PVGNA

IL LOGO DELLA LEGA 

Lega Salvini” suona molto come un invito. Tuttavia, è con quella spada che il Nostrissimo bucherà i barconi provenienti da tutto il mondo, carichi di invasori e poveri di ruspe.
Il difensore padano è stato interpretato in molti modi (c’è chi parla di Power Ranger) ed è diventato tanto celebre da essere utilizzato persino sulle patatine Highlander.

VOTO: 8 – FRAGRANTE

IL LOGO DEL MOVIMENTO PENSIONATI E INVALIDI – GIOVANI INSIEME (???)

Di grafici e copywriter confusi, o meglio de confusionibus.
Pensionati e invalidi è un logo che ha come punto di forza la grinta, una grinta giovane e fresca. Sembra un po’ che la dicitura “e invalidi” sia stata aggiunta solo in un secondo momento, forse i pensionati non erano abbastanza? O forse erano anche invalidi?
O ancora forse hanno pensato che sommando pensionati ed invalidi si raggiungesse la quasi totalità della popolazione italiana? Non ci è dato saperlo.

VOTO: 6 – FRESH

IL LOGO DI FRATELLI D’ITALIA


La nostra sorella d’ Italia Giorgia Meloni aveva probabilmente troppa fretta di scrivere il programma elettorale per preoccuparsi del logo del suo partito, così ha deciso di prendere in prestito quello dei pompieri.
La fiamma è nemica naturale dei centri sociali, lo sappiamo tutti.


VOTO: 4 – ON FIRE

IL LOGO DEL TFR LIBERO


Non so da dove cominciare. Come probabilmente non sapeva da dove cominciare chi ha disegnato questo logo, quindi ha deciso di metterci un po’ di tutto, un classico wall of text.
Da segnalare la presenza di ben tre lingue per arrivare ad un elettorato poliglotta e di ampie vedute, eccetto che per gli Yankees. Tutto ma gli Yankees no, ragazzi. Insomma, liberté, fraternité e egalité, ma datemi il mio T.F.R che me lo spendo alle giostre.

VOTO: 8,5 – ROBIN HOOD UBRIACO

IL LOGO DEL PARTITO DEMOCRATICO


Nonostante la bestemmia sottilmente suggerita, il logo riesce a incarnare perfettamente la caratteristica principale dell’italiano medio: la mediocrità. Neutrale apposta per non ferire nessuna minoranza, amichevole a sufficienza per riuscire ad andare un po’ con tutt*. Il rametto di Ulivo ci augura pace e bene (finanziati dai poteri forti).

Curiosità: se fissate il logo per 10 secondi senza battere la palpebre e poi spostate lo sguardo su un muro bianco, potrete vedere la faccia di Renzi che piange.

VOTO: 5 – BUONIST*

IL LOGO DI VIVA LA FISICA (ESISTE DAVVERO)


Questo è il miglior lavoro fatto dalla nipotina del signor Butta, fino ad oggi.
Le sfumature su ogni lettera indicano una naturale propensione al cambiamento; d’altronde nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Diciamo di SI al progresso, SI alla scienzocrazia, SI ai cerchi fatti senza compasso, SI alla chiusura del Liceo Classico (che tanto quelli sfigati manco la capiscono la fisica). Il SI fa talmente parte della struttura del partito che può essere quasi dato per scontato e messo tra parentesi.

VOTO: 8 – FICA LA VIVA

IL LOGO DI CASAPOUND

Perché una tartaruga? Non lo capisco davvero. È forse un’allegoria della difesa della casa? La differenza sostanziale tra bianchi e neri qui è evidente, bianchi e neri che fanno a botte (rappresentati da tanti cursori del mouse) per il possesso della casa (il guscio della tartaruga); il testugginoso animale è tuttavia bianco e ci suggerisce chi avrà la meglio alla fine di questa battaglia (secondo Casapound, ovviamente).

VOTO: 3 – METAFORICO

IL LOGO DEL MOVIMENTO DEI FORCONI

Un logo dal gusto vintage, lo sfondo nero richiama a un futuro distopico dove i Forconi sono l’unica ancora di salvezza.
Un mondo in cui le persone parlano solo con i Forconi, di Forconi e per i Forconi. La moneta di scambio saranno i Forconi e tutti i ministri saranno Forconi. Ci si laverà con i Forconi e si mangeranno Forconi integrali(sti) gluten free e tutti seguiranno la religione del Dio Forco.

VOTO: 9 – FORK ONE

IL LOGO DEL PARTITO DELLE BUONE MANIERE

Mandiamoli tutti a casa loro, oppure invitiamoli gentilmente a casa nostra: questo è lo slogan del Partito delle Buone Maniere.
Essi non urlano: alzano la mano smaltata reggendo dei petali;
essi non discutono: ti ascoltano attentamente e ti rispettano.
MENO TASSE, PIÙ CAREZZE!
Che poi i dispositivi anti-molestie sono chiaramente le Crocs, i sandali con il calzino bianco e la Dark Polo Gang.

VOTO: 7 – LOVE ME TENDER, GENTILONI

IL LOGO DI INSIEME SKUPAJ

C’è subito da evidenziare il fatto che INSIEME SKUPAJ sia un partito che mette letteralmente i puntini sulle “i”.
Piove ulivo sulla “e”, mentre nella parte inferiore del logo imperversano il logo de “Il partito dei latin lovers”  (in rosso e con una rosa), il logo più basic della storia della grafica di partito (in arancione) e, ciliegina sulla torta, il logo del Minestrone Bio più apprezzato dagli italiani di Skupaj (in verde).

Che poi, “Skupaj” è un nome proprio o un passato remoto?

VOTO: 9 – SESSO TANTRICO VEGAN OK


Insomma, per noi i veri protagonisti sono i graphic designers dei partiti o i nipoti dei politici, chiunque si prodighi artisticamente per regalarci perle come queste.

In ogni caso, in Italia non ha importanza l’esito delle elezioni, chi vince o chi perde; possiamo sempre stare certi che sarà il buon gusto a trionfare.


Fabio Bergaglio e Daniele Bonanzinga

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