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PAROLE D’OMBRE

Ho perso me stesso
senza essermi trovato,
in fondo,
non sono mai stato.
Cercavo un cuore sfrangiato
consumato da trame di buio
bucate da mille paure,
le mie,
ma la coscienza ha fallito nel tempo
la sua prima presenza.
Ho provato a schiacciare il mio canto
e farti sentire il profumo,
volevo amare ombre di sabbia,
le tue labbra,
sull’orlo di anelli di luna
al di là delle ombre.
Sono adesso un demone deforme,
sbiadito in sudari dissonanti,
oscurato da sangue e sudore.
Batto allora lo sguardo balbettando
parole sconnesse,
appeso al velo di fumo
che invita alla morte
da finestre socchiuse

dietro la notte.

Lo so, amo l’amore
ma non posso amarti
né essere amato
eppure prego per me
attorno a te
morendo di te
senza sapere perché.

Un trasognato miraggio
si confonde in abbracci perduti,
già scivolati nella sera
tra specchi di ghiaccio.
Resta un segno lasciato per gioco
cullato nel suo risonare,
il sottile silenzio del scrivere versi
per non scrivere
niente.


Riccardo Malatto
(foto di Riccardo Malatto)

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